Forme rare di embolia

Parlando dell’embolia polmonare abbiamo già visto che nel 90% dei casi la causa della formazione di emboli è un coagulo di sangue che dalle vene degli arti inferiori, diluendosi nel flusso sanguigno, migra fino ad arrivare ai vasi sanguigni polmonari, divenendo per l’appunto un embolo. Tuttavia l’embolia polmonare può essere provocata anche da emboli di natura differente. In questo articolo descriveremo a grandi linee gli altri tipi di embolia.

Tra queste abbiamo l’Embolia amniotica o embolia da liquido amniotico, si tratta di una forma rarissima ma quasi sempre fatale di embolia, che colpisce esclusivamente le donne in gravidanza o durante il parto. Si verifica quando materiale fetale come liquido amniotico, sangue, capelli, cellule o detriti si riversa nel sangue attraverso la placenta; in questo modo, l’embolo o gli emboli nel flusso sanguigno ostruiscono il regolare afflusso di sangue al cuore e ai polmoni.

Embolia amniotica o embolia da liquido amniotico

L’embolia da liquido amniotico si sviluppa in due fasi, una prima fase in cui si manifesta ipossia, con conseguente  infarto cardiaco e una seconda caratterizzata da numerose emorragie. Normalmente la prima fase risulta letale, con un tasso di mortalità che arriva a toccare l’ 80%. La terapia è di supporto, volta a sostenere la donna durante la crisi per mezzo della rianimazione cardiopolmonare; potrebbe essere necessario un taglio cesareo per salvare la vita del feto.

Le cause scatenanti non sono di semplice individuazione, essendo l’embolia da liquido amniotico molto rara. Sembra che l’età avanzata della donna, il parto multiplo, il taglio cesareo, e le contrazioni intense durante il travaglio, siano contingenze che ne incrementino l’incidenza.

embolia gassosa

In un’ embolia gassosa l’embolo è formato da una o più bolle di gas entrate in circolo fra i vasi sanguigni. Può essere provocata da interventi chirurgici o da un uso improprio della siringa nella somministrazione di liquidi endovenosi. Un particolare caso di embolia gassosa è la “malattia dei cassoni” o barotrauma, tipica di subacquei e palombari. Quando un sub respira aria compressa (ossigeno e azoto) sotto pressione, ogni respiro in immersione contiene il doppio delle molecole respirate normalmente sulla terra ferma. Al diminuire della pressione, se la decompressione in risalita avviene troppo rapidamente(velocità di risalita maggiore di 10 metri al minuto) e il sub trattiene il respiro, il tessuto polmonare si danneggia e le bolle di azoto si liberano nel sangue e nei tessuti provocando embolia. Dopo dieci minuti dalla risalita solitamente avviene la perdita di sensi. I sintomi più evidenti sono gli occhi rossastri e le gengive gonfie. Può essere presente dolore toracico, vomito e vertigini. Il soggetto deve essere immediatamente sottoposto alla terapia in camera iperbarica.

Embolia adiposa o embolia lipidica

Un’embolia lipidica, adiposa o più volgarmente grassosa, è causata da emboli di grasso. Gli emboli di grasso differiscono dai trombi per dimensioni e numero: sono infatti più piccoli e numerosi, e proprio per questo di più complessa individuazione ed eliminazione.
La causa di un’embolia adiposa è la frattura di un osso, ma essa può avere origine anche non traumatica ed essere provocata da gravi ustioni o da fegato grasso. Tale condizione è molto comune (circa il 90% dei casi) nei soggetti che hanno subito fratture alle ossa lunghe, solitamente a seguito dell’intervento. Tuttavia, solo nel 10% dei casi la presenza degli emboli di grasso rappresenta un problema e sfocia in una patologia conosciuta col nome di sindrome da embolia adiposa. Gli emboli in circolo fra i vasi sanguigni possono raggiungere e ostruire  vene, capillari e arterie dell’organismo. Nel 70% dei casi gli emboli colpiscono i vasi sanguigni polmonari: siamo in presenza di embolia polmonare adiposa, una condizione molto grave che può condurre a morte improvvisa.
Se invece ad essere ostruiti dagli emboli di grasso sono i vasi sanguigni di altri organi come il cervello, i reni o il cuore allora l’embolia adiposa è sistemica e può determinare l’ infarto dell’organo colpito.
I sintomi dell’embolia adiposa compaiono dopo circa 48 ore dal fattore scatenante; tendenzialmente si tratta di insufficienza respiratoria, tachicardia, aumento della temperatura, dispnea, confusione mentale. Il sintomo più evidente consiste in un rush cutaneo sulla parte superiore del corpo, generalmente nella zona del torace, ma esso può estendersi anche a braccia, volto o bocca. Come già osservato in precedenza per l’embolia polmonare, anche nella terapia all’embolia adiposa è fondamentale una corretta diagnosi precoce: essa rappresenta il primo passo per il recupero totale del paziente. L’embolia adiposa è mortale nel 20% dei casi.

Embolia settica

Un’embolia settica è un’embolia causata dall’infezione di un tessuto batterico che attraverso il flusso sanguigno migra alla volta di vene e arterie di organi vitali. Quasi sempre si tratta di fusobatteri originatisi in ferite o in accessi endovenosi non adeguatamente sterilizzati. L’embolo settico, a seconda dell’organo che colpisce, può determinare infarto o ictus. La diagnosi di embolia settica non è fra le più semplici, poichè sovente la patologia è asintomatica e ai risultati dei test si riscontra un aumento di globuli bianchi comune a tante altre infezioni.